Il ponte sul fiume kway – il ponte necessario per tornare alla normalità

Il ponte sul fiume

Domani entriamo nella “fase 2”, io potrò andare in un altro comune della mia regione e finalmente rivedere i miei genitori, alcuni torneranno in azienda o riapriranno il loro bar.

Due mesi fa ci siamo detti tutti di tenere duro, che in poco tempo saremo tornati alla nostra vita e in “libertà”.

Per sopravvivere abbiamo panificato anche i muri e siamo diventati tutti informatici esperti. Abbiamo seguito i “consigli dell’esperto” quindi ci siamo creati una routine, fatto sport, ripreso l’hobby abbandonato.

In qualche modo lo stato di eccezione è divenuto in poco tempo la nostra nuova normalità. Abbiamo imparato a proteggerci dall’incontro con gli altri, a mantenere la distanza di sicurezza dai nostri vicini e ad evitare il contatto ravvicinato perfino con i nostri familiari. Abbiamo inserito tra i nostri accessori mascherina e guanti.

Adesso che la riapertura è imminente, abbiamo paura di ciò che un tempo desideravamo, paura della libertà.

Dobbiamo imparare a convivere con un coinquilino indesiderato invisibile: non possiamo toccarlo e accompagnarlo fuori dalle nostre porte, si mimetizza sulla superficie di oggetti fino a ieri innocui, il senso di sicurezza è flebile, siamo costantemente esposti al pericolo di un contagio.

Quindi come affrontare la vita da domani?

Il segreto è non pensare alla vita considerando un “prima” e un “dopo”, è necessario creare un ponte.

Io adoro i ponti: un modo dolce e imponente di portare altrove, accorciare le distanze, unire il visibile con l’invisibile.

Costruiamo un ponte tra la libertà di riprendere in mano il nostro lavoro e la rete sociale che ci siamo creati in questi due mesi, il sostegno arrivato da più parti in modo diverso. Io ho conosciuto risorse dei miei amici che ignoravo!

Abbiamo apprezzato il tempo che ci siamo dedicati nell’ascoltarci, leggere quella pila di libri sul comodino, studiare cose nuove, riscoprire passioni relegate alle festività. Troviamo un modo per tenere insieme tutto questo nella nostra nuova vita aldilà del ponte.

Abbiamo imparato l’arte della flessibilità, manteniamoci creativi, affinchè questo sia stato un buon tempo di apprendimento da non dimenticare ma da utilizzare per ripartire più forti e saldi di prima.

E non dimentichiamoci che i presidi e le distanze sono il modo più intelligente ed efficace che abbiamo per proteggerci e proteggere chi é intorno a noi…usiamoli e invitiamo gli altri a farlo!

E il tuo ponte che aspetto ha?

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