L’adolescenza precoce ed infinita!

L'adolescente

Lavoro con genitori di figli di ogni età con in comune uno stato d’animo: impotenza di fronte a figli che sfidano limiti e chiedono indipendenza sempre prima.

Questo perché la così detta fase dell’adolescenza, prima riscontrabile intorno ai 14 anni, in realtà si è anticipata e soprattutto sembra non finire mai!

Questo accade sia per ragioni biologiche che sociali.

La pubertà ha inizio quando l’ipotalamo nel cervello inizia a rilasciare un ormone che attiva la ghiandola pituitaria e le gonadi.

Nel corso del tempo, con il miglioramento di salute e alimentazione, nella maggior parte dei Paesi sviluppati l’età è scesa intorno a 10 anni. Non sottovalutiamo poi che il cervello continua a svilupparsi fino a 25 anni, ultimo il lobo frontale, proprio la sede del giudizio e la consapevolezza.

Certo è che l’adolescenza oggi, aldilà delle questioni biologiche, dura sempre di più, questo perché allo sviluppo anticipato corrisponde un rallentamento

dell’ingresso nella fase adulta. I giovani non riescono ad emanciparsi economicamente dai propri genitori prima dei 30 anni.

Qui nasce uno dei grandi conflitti odierni: i figli ci richiedono indipendenza prima ma in realtà non sono autonomi fino all’età adulta.

I ragazzi oggi si trovano di fronte a tante, troppe contraddizioni, che li portano in conflitto con loro stessi e con i propri genitori. Da una parte essi si trovano gettati, con grande anticipo rispetto alla loro età mentale, in un mondo ricchissimo di stimoli veloci e in costante cambiamento: informazioni, opportunità di incontro, sfide; dall’ altra parte sperimentano un’inconsistenza riguardo il futuro.

Non possiamo non considerare che l’età di insorgenza di sintomi depressivi si è abbassata molto.

Quindi come poterli aiutare ed aiutarci nel nostro ruolo genitoriale?

1. COMUNICHIAMO

Non dobbiamo aver paura di parlare con i nostri figli. Cerchiamo il confronto. L’obiettivo costante deve essere rendere esplicito ciò che pensano e sentono anche se in contrasto con le nostre visioni.

2. ENTRIAMO IN INTIMITA’

Comunicare efficacemente significa anche essere capaci di entrare in intimità. Raccontiamoci! Esprimiamo sempre ciò che sentiamo! Loro hanno bisogno di vederci umani, di capire le nostre paure, solo attraverso questo saranno capaci di dare un nome a ciò che sentono e di aprirsi con noi.

Cercate di creare voi stessi momenti in cui aprirvi e scoprirete che senza fatica loro avranno voglia di farlo con voi.

3. MANTENIAMO IL RUOLO GENITORIALE

L’obiettivo è quello di portare i nostri adolescenti all’autonomia, intesa non solo nell’accezione economica.

Non sostituitevi ma educateli. Rendeteli consapevoli, date informazioni, fateli sperimentare in modo protettivo, discutete di ciò che sbagliano e stimolateli a pensare a delle alternative future piuttosto che suggerirgliele.

A volte rimarrà necessario rimarcare regole e prendere decisioni anche scomode: fatelo! Sempre tendo conto di una buona comunicazione, condividendo il vostro pensiero e motivando il piano di azione.

4. ASCOLTIAMO SENZA FILTRI

I figli parlano molto più di ciò che crediamo. Ricordate che il non-verbale tradisce il contenuto delle parole. Quindi osservateli e non lasciate cadere anche i segnali “deboli”. Fidatevi del vostro istinto.

L’ascolto è il modo più efficace per far sentire l’altro importante, visto, al centro del nostro mondo affettivo.

Attenzione perché ci sono cose che proprio non dovremmo fare mai!

• IMPORRE – GIUDICARE- BIASIMARE

Quando parliamo con i nostri figli in età adolescenziale non dimentichiamoci mai che il biasimo, il giudizio sprezzante e l’imposizione immotivata ci ritorneranno indietro come un boomerang, amplificato da sentimenti rabbiosi ed aggressivi.

Ovviamente, quando è necessario, esprimiamo la nostra contrarietà motivandola concretamente senza far cadere dall’alto un: “è così perché lo dico io”.

• FARE GLI AMICONI

Ricordiamoci che è sano che i nostri figli non ci raccontino tutto, è pure protettivo per la nostra sanità mentale! Gli amici si trovano fuori dalla famiglia, gli amici sono un gruppo di propri pari, non confondiamo i ruoli.

• RICATTARE CON IL SENSO DI COLPA

La nostra è la generazione cresciuta a “pane e sensi di colpa”, ecco cerchiamo di non replicare gli errori dei nostri genitori.

I nostri figli sono individui liberi, altri da noi stessi. Sceglieranno, sbaglieranno, prenderanno strade ai nostri occhi inconcepibili, forse non useranno tutto il loro talento, ma l’importante è che vadano alla ricerca della LORO felicità.

Ed infine, cari genitori, ricordiamoci che questo è il mestiere più difficile del mondo. Non è importante e neanche possibile essere perfetti. L’unica cosa che davvero conta è esserci!

Come diceva mia madre: “quando vorrai scappare fai un fischio, mi troverai là fuori con il motore della macchina acceso!”

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