Quando finisce un amore: lutto e rinascita per ritrovarti

Quando finisce un amore

Che tu abbia scelto o abbia subito la scelta del tuo\della tua partner, l’esperienza della chiusura di una storia d’amore è un passaggio fisiologico nella vita della gran parte degli essere umani.

I motivi che portano alla conclusione di una relazione sembrano diversi (tradimento, amore a distanza che diventa insostenibile, conflittualità, ecc..), ma sono, in realtà, accomunati da un’unica matrice: quella relazione non risponde più ai bisogni di uno o di entrambi i partners.

Gli individui mutano ed evolvono a seconda delle esperienze che attraversano (genitorialità, malattia, lutto, crescita personale) e a volte, semplicemente, non è più possibile sintonizzarsi sulla stessa frequenza su cui ci si incontrava un tempo. Se quello che cerchi nell’altro non è più quello che trovi nella persona che hai accanto, quel filo invisibile che lega idealmente due persone all’interno di una storia, si recide, cala il desiderio di raggiungersi, l’impegno a lavorare per costruire e si fa spazio la noia, il rancore, il dolore.

Il tempo necessario per accedere al piano di consapevolezza riguardo alla fine di una relazione è soggettivo e connesso anche al livello e all’intensità del legame; quando ci sono dei figli di mezzo, è normale e, anzi, necessario, che i genitori si prendano uno spazio di riflessione adeguato in cui, con ogni strumento utile (la terapia di coppia ad esempio, anche se la sua efficacia è limitata quando si è arrivati ad una grave escalation di conflittualità) provino a costruire un ponte per riconnettersi e ritrovarsi ad un livello diverso rispetto a quello in cui si erano inizialmente scelti.

Quando, nonostante l’impegno e il lavoro su di sé, di quel ponte non restano che le macerie bisogna arrendersi all’evidenza piuttosto che abituarsi al tagliente vuoto dell’infelicità ed affrontare il lutto della chiusura.

Quali sono le fasi del lutto?

1.NEGAZIONE: per alcuni questa fase avviene ancora all’interno della relazione, in quel periodo, più o meno lungo, i partner, piuttosto che dire a sé e all’altro che c’è una crisi nella coppia, trascinano il rapporto distanziandosi, evitando il cuore della questione.

A volte in questa fase, proprio per la necessità di evasione, possono verificarsi tradimenti: dai valore all’amore che c’è stato tra voi e prenditi la responsabilità di esplicitare ciò che senti; ricorda che per quanto la verità sia dolorosa, ti offre l’opportunità di rindirizzarti verso ciò che è funzionale per te.

Fluttuare nel limbo dell’insoddisfazione, dell’astio, dell’apatia demolisce la serenità tua, del tuo partner e dell’eventuale prole.

Vedere il problema è il primo passo per risolverlo!

2.RABBIA: in questa fase gli individui della coppia cercano di trovare il “colpevole” del fallimento della relazione.

Iniziano battaglie infinite che a volte vedono tristemente coinvolti i figli, utilizzati come strumento di ricatto e punizione. E’ una fase regressiva in cui la lucidità adulta vacilla e il rischio di commettere passi falsi è consistente. Ogni pretesto è sfruttato per poter continuare ad attaccare l’altro, a demolirlo, a deprivarlo economicamente, per un gusto, a volte sadico, di rivalsa.

Ok è una fase fisiologica se dura per un tempo limitato, altrimenti si va incontro ad un rischio psicopatologico importante. La rabbia è un potentissimo legame, è un modo per non lasciare andare la persona che si amava, è un distruttivo sostituto della passione ed impedisce alle persone di “ricominciarsi”.

Valuta in che modo intestardirti su una questione di principio sia utile per recuperare la strada verso la tua felicità.

3.NEGOZAZIONE: è il momento in cui le persone trovano un modo per dirsi “ciao, allora vado”.

E’ un tempo delicatissimo e intenso in cui si arrendono alla necessità di mollare la presa; a volte questa fase coincide con la separazione fisica, altre avviene molto dopo, raramente si verifica sincronicamente nella psiche dei due partners. E’ una contrattazione esterna ma soprattutto interna, in cui ciascuno sposta il focus dall’altro a sé e decide la meta del nuovo viaggio, proiettandosi in una prospettiva di vita che non parla più al plurale.

Da dove riparto per riprendere in mano la mia vita? Da me.

4.DOLORE: questo è il tempo delle lacrime, della sofferenza che come un’onda monta e travolge. Anche qui per ognuno prende una forma differente. Per alcuni è melanconia, per altri tristezza, per altri ancora è depressione; questo è il tempo in cui si guarda a ciò che si è perso, al progetto andato in frantumi, ai ricordi che sbiadiscono.

Il senso di delusione e sconfitta aleggia su ogni attività, seppur piacevole.

E’ il regno della solitudine, del vuoto.

Qui inizia la tua rinascita!

Stai attraversando la tempesta, la tua barchetta viene sbalzata su e giù dalle onde, la pioggia è copiosa e la visibilità ridotta, non puoi far altro che abbandonarti alla potenza del mare, e poi il sole sorge e vedi terra!

Dovevi arrivare a toccare quel vuoto, a sentirlo con tutta la sua intensità per decidere che non lo vuoi più, che vuoi vivere, che vuoi progettare, che vuoi sognare, che vuoi crescere professionalmente, e che sei aperto\a all’idea di innamorarti di nuovo anche se questo implica forse soffrire ancora.

5.ACCETTAZIONE E SPERIMENTAZIONE: la tua vita è una tela bianca e all’inizio questo è spiazzante. Ma ora puoi dipingere con libertà ciò che vuoi su quella tela. La rappresentazione di te è cambiata, sei sopravvissuto ad uno tzunami!!!!

Cosa hai imparato di te durante l’esperienza di separazione, quali strumenti hai scoperto che pensavi di non avere? Cosa non ha funzionato nella relazione precedente? Che forma ha oggi per te l’amore?

E’ il momento della creazione e della creatività, fidati della nuova saggezza che si è affacciata in seguito all’elaborazione di questa chiusura. Reinventati, fiorisci, non fa differenza che tu abbia 30 anni o 70 è il tuo tempo, quello che segue i tuoi ritmi, i tuoi modi.

Impara cose nuove, gioisci, recupera dal cassetto i progetti abbandonati e dagli una nuova forma, utilizzando la potenza che hai scoperto in te.

Sei vivo, sei viva!

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