Va bene avere paura ma via ansia e attacchi di panico!

Va bene aver paura ma niente panico

Sono ormai settimane che le persone ci raccontano sintomi comuni, quindi ci piacerebbe farvi una breve panoramica su cosa sia l’ansia e soprattutto cosa fare per contrastarla.

Intanto come funzioniamo:

Pensiero(A) —> Emozione (B) —> Comportamento(C)

In questo momento stiamo tutti affrontando una maxi-emergenza, il nostro cervello è attivato di fronte a questa con pensieri di ogni tipo. Ad ogni pensiero corrisponde un’emozione (accompagnata da delle reazioni fisiologiche), se a queste rispondiamo con un comportamento conseguenziale, contestuale e funzionale allora è tutto ok.

Facciamo un esempio:

Penso (A) all’articolo del virologo che mi raccomanda di stare in casa perché il virus si diffonde con un contatto stretto tra persone, ho paura (B), resto a casa (C).

Così facendo vado ad agire in modo protettivo e la paura si abbassa perché sento di star esercitando un potere, ho il controllo parziale della situazione.

Cosa succede quando andiamo in ansia o peggio in panico:

Penso (A) all’articolo del virologo che mi raccomanda di stare in casa perché il virus si diffonde con un contatto stretto tra persone, ho paura (B), quindi penso (A) che mi ammalerò, la paura sale (B), penso (A) che infetterò le persone a me care, paura (B) a palla, penso (A) che moriranno tutti tranne io, paura (B) alle stelle, penso (A) che sarò costretto a vivere nel senso di colpa per il resto della mia vita… PANICO!

Quindi tradotto semplicemente:

A—>B—>A—>B—>A—>B—> (NO C)

Inizio ad andare avanti con il pensiero (A), faccio fantasie catastrofiche spaventandomi (B) e invece che trovare una risposta comportamentale alla paura mi attorciglio attorno ad un circolo vizioso di pensieri sempre più distanti dalla realtà (A), rimanendo bloccato a livello comportamentale (C, evitamento).

Da qui alcuni sintomi fisiologici: pressione al petto, difficoltà respiratorie, tachicardia, possibile insensibilità agli arti, difficoltà a concentrarsi, a memorizzare nuove informazioni o ricordarne altre già immagazzinate, disturbi del sonno, irritabilità, mancanza di energia, sensazione di chiusura e abbandono.

IMPORTANTE

1. La paura dobbiamo sentirla perché ci salva la vita. In questo caso avere paura ci permette di attuare comportamenti protettivi.

2. Noi possiamo proteggerci solo da ciò che è reale e contestuale, abbassando così la paura legata a ciò. Quindi posso proteggermi lavandomi le mani se ho toccato il carrello della spesa, non posso proteggermi dalla paura “se mi ammalo” perché ancora questo fatto non esiste.

3. Il panico è la paura della paura: penso che mi ammalerò, mi spavento, visto che ancora non è successo non ho nessun potere e questo mi spaventa di più.

COSA FARE

1. Diventa consapevole dei tuoi pensieri. Appena percepisci un cambiamento nello stato emotivo chiediti: dove sono con la testa?

2. Se ti accorgi di non essere più nel qui ed ora il modo più veloce per tornare tra noi è parlare con qualcuno di ALTRO (chiama un amico e parla di calcio o di peli!) Fai qualcosa di pratico che necessita di concentrazione. Altrimenti scrivi su un foglio i dati di realtà.

3. Ristruttura il pensiero in base ai dati di realtà. Non mi riferisco al pensiero “andrà tutto bene”, sapete già come la penso al riguardo. Il nostro cervello rigetta informazioni poco aderenti ai dati scientifici e/o alla propria immagine catastrofica del momento. Quindi informatevi con dati reali: qual è la reale incidenza di mortalità, cosa posso fare per proteggere me ed i miei cari, etc.

4. E’ vero che siamo tutti di fronte a qualcosa di nuovo e sconosciuto, è altrettanto vero che siamo in vita da un po’. Quindi ripensa all’ultima volta in cui pensavi proprio di non farcela e invece hai gestito alla grande quel momento di difficoltà scoprendo in te risorse inaspettate.

Ecco adesso è il momento di tenertele strette!

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